Calcio e turismo, i ritiri di Serie A fanno bene all’economia

citta-brunicoEstate. Tempo di vacanze, di viaggi e… di ritiri sportivi delle squadre calcistiche di Serie A, che preparano la prossima stagione in alcune delle più incantevoli e rilassanti località del Nord o del Sud Italia. Ma quanto fa bene all’economia una simile iniziativa ricorrente da parte dei principali club calcistici della massima serie?

Per poter fornire una puntuale risposta a tale quesito, i ricercatori dell’Eurac hanno compiuto qualche interessante valutazione. Scoprendo, ad esempio, che l’area turistica Brunico Plan de Corones, grazie all soggiorno della squadra calcistica dell’Inter nella scorsa estate, ha ottenuto ben 11 milioni di euro dalla sola spesa dei turisti.

Gli influssi positivi vanno inoltre moltiplicati per il resto delle squadre della serie A (circa la metà) che si recano in Trentino Alto Adige per poter programmare il proprio ritiro estivo. Per quanto concerne ancora l’area di Brunico, che è stata assunta come punto di riferimento dai ricercatori, l’analisi ha evidenziato come il ritiro calcistico dell’Inter abbia sì prodotto un incremento del traffico, ma una minima interferenza con il consueto turismo tradizionale. Inoltre, di fianco agli 11 milioni di euro che sono stati spesi dagli ospiti, attratti dalla presenza di giocatori e tecnico sul territorio, il turismo legato al ritiro calcistico sembra poter portare benefici sul medio lungo termine, considerando che tale evento ha attirato turisti nuovi (più di due terzi hanno infatti visitato la località per la prima volta nella propria vita) e più giovani della media.

Ulteriormente, i ricercatori hanno altresì calcolato quale è stata la diffusione dei marchi Brunico e Alto Adige grazie all’evento del ritiro dell’Inter: il brand Brunico2015 è stato assunto come hashtag in ben 28.335 post, mentre il numero di immagini dedicate sono state ben 2.949.

“I turisti sono letteralmente magnetizzati dalle attività della squadra e questo innesca un circolo virtuoso: basta una visita al Plan de Corones di qualche giocatore per far scattare l’interesse per la zona e l’eco sui social – dichiara Anna Scuttari, ricercatrice dell’Eurac che ha condotto gli studi – Oltre a seguire le squadra, i turisti acquistano anche prodotti regionali e partecipano ad alcune attività collaterali all’aperto, soprattutto brevi escursioni a piedi e attività sportive outdoor come arrampicata e parapendio”.

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